Il sonno della ragione genera mostri, così Goya a fine Settecento e oggi, nell’era della tecnologia, dove sembra basti un “click” per soddisfare tutti i bisogni, rischiamo di perdere la nostra capacità di ingegnarci per conquistare davvero qualcosa.

L’ attuale contingenza mette a nudo le debolezze della società e ci rende consapevoli di come serva molto più di un “click” per affrontare le difficoltà: adesso, anche se disponiamo dei beni materiali necessari, comprendiamo come la felicità derivi anche da una corretta convivenza con noi stessi.

In questi giorni di quarantena, segregati in casa cerchiamo conforto tra qualche Inno d’Italia al balcone e video divertenti sui social, ma a conti fatti ci sentiamo disorientati e, in un certo senso, spenti. Essere privati della quotidianità mette a confronto con la solitudine, a cui non siamo abituati nella nostra civiltà iperconnessa, e costringe a cogliere i momenti di noia per riflettere. Per questo è normale che cominciare a meditare su se stessi spaventi: perché è difficile introdurre una nuova abitudine, specialmente se questa implica conoscersi a fondo.

Noi siamo dei giovani che fino a ieri cominciavano a costruire il proprio futuro, tra sogni, speranze, dubbi e incertezze, e nel nostro percorso abbiamo spesso sentito il bisogno di indagare noi stessi per diventare apprendisti di vita.

Ora, tra tutte le privazioni, questa stasi generale ci offre l’opportunità preziosa di dare ascolto alle voci dentro noi stessi: è tempo di raccontarci.

È tempo di unire pensieri e considerazioni al proposito di riflettere insieme sulla realtà che ci circonda. Ecco la ragione di uno spazio di condivisione come questo blog; solo così ci aiuteremo a vicenda nel tenere vivo l’ingegno. Approderemo a un’isola in cui ogni opinione è valida, in cui forse un “click” può realizzare ciò che ci è impedito ora: stare vicini, nella speranza che la nostra unione perduri oltre questo difficile periodo.

Daiana Padenau, Emilio Dalla Torre, Pietro Casarin
IIS G.Bruno R.Franchetti di Mestre-Venezia